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Per il diesel, è il momento di giudicare: dal 2021, costerà lo stesso della benzina



Da decenni è uno dei più grandi inquinanti atmosferici nelle città. Ma era anche considerato il “re” delle strade per prezzo e ritorno. Più della metà del parco auto in Italia era alimentato dal gasolio di Sua Maestà. Ma non inquinando l’aria, qualcuno l’ha notato e in vari paesi europei, tra cui l’Italia, le grandi campagne hanno iniziato a toglierlo di mezzo, soprattutto da grandi città come Parigi, Roma e Milano.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: a cominciare dai produttori che non investono più in questo tipo di carburante. Secondo le ultime informazioni, solo il 39% del parco auto funziona a diesel, rispetto al 44% della benzina, al 7% del GPL e al 5% degli ibridi. La fine di un era? Forse sì, ma dipenderà tutto dal risultato della consultazione pubblica richiesta dal Ministero dell̵

7;Ambiente.

Il ministro dell’Ambiente Costa ha davvero annunciato la prossima mossa “verde” del governo. Cioè, il graduale adeguamento delle accise (tasse di produzione) che pesano sui combustibili diesel per la benzina più alta oggi. Se al termine della consultazione – che secondo il ministero dovesse concludersi ad agosto – ci sarà una “condanna” dei diesel, continueremo con l’introduzione nella legge di bilancio di un meccanismo automatico per aumentare le accise che può concludersi nel 2030 per non danneggiare il mercato e i proprietari entro pochi mesi.

L’incidenza delle accise sul diesel è ora di 0,617 EUR al litro contro 0,728 EUR per la benzina. Secondo le stime iniziali, la variazione di ritmo (che include uno spostamento graduale verso sussidi riservati solo a sistemi energetici non inquinanti) darà al Tesoro circa 5 miliardi di euro.

“Stiamo iniziando il percorso per abbandonare finalmente i sussidi dannosi per l’ambiente e poter iniziare la stagione per gli ecocompatibili in uno spirito di transizione ecologica che era già necessario ma che ora è ancora più urgente per costruire il nuovo Green Deal dopo la crisi di Covid”, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “Questa è un’eccellente opportunità di partecipazione, dal momento che chiunque può contribuire alle consultazioni, che si concluderanno alla fine di agosto, per trasformare le proposte in articoli da includere nella prossima legge di bilancio”.

Ma oltre alle richieste dei contraffattori diesel, dobbiamo anche tener conto di coloro che dicono un “no” secco all’iniziativa del ministero. “La proposta del Ministro Costa di confrontare le accise sulla benzina e il diesel con un aumento di 11 centesimi per il diesel, anch’essa oggetto di un’inchiesta pubblica sul sito web del Ministero dell’Ambiente, sebbene degna del suo scopo, rappresenterebbe la morte di migliaia di aziende già attive le ginocchia a causa della crisi economica causata dal coronavirus “risponde Cinzia Franchini, imprenditrice modenese, portavoce del gruppo di piccoli imprenditori nel trasporto merci. Ruote libere.


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