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Mattarella-Pahor, a Trieste L’Espiazione sui pozzi – Politica



(di Giampaolo Grassi) (ANSA) – ROMA, 10 LUGLIO – Dietro le dittature di Mussolini e del Maresciallo Tito, ci sono bandiere e martiri dell’antifascismo, ci sono paesi contesi, oppressione delle minoranze, esilio, identità negate. Pertanto, l’incontro di oggi a Trieste tra il presidente repubblicano Sergio Mattarella e il capo di stato sloveno Borut Pahor traccia un passo nella storia. Non è la prima volta che si incontrano, ma sarà la prima volta che il più alto rappresentante di una nazione nata dalla disgregazione dell’ex Jugoslavo ha reso omaggio alle vittime italiane delle doline. L’ospite verrà ricordato con il trasferimento, alla minoranza di lingua slava, della proprietà di un sito simbolico per l̵

7;identità slovena di Trieste, Narodni Dom, la “Casa del Popolo”, che esattamente cento anni fa, il 13 luglio 1920, fu incendiata dai fascisti.

L’obiettivo dell’incontro tra Mattarella e Pahor non è cercare una – memoria improbabile, impossibile – condivisa, ma continuare nel lavoro di riconoscimento della sofferenza reciproca, continuare il cammino della riconciliazione.

Superare il passato, tenendo presente, guardare avanti in una prospettiva diversa. Durante i suoi anni al Quirinale, Mattarella fece molti passi in questa misura ad ampio spettro e riportò i resti dei Savoia in Italia o rese omaggio, ad Addis Abeba, agli etiopi che caddero durante l’occupazione italiana.

Il programma per la visita a Trieste è caratterizzato da cerimonie e firme che tracciano le fasi delle relazioni, in precedenza non facili, tra i due paesi. Dopo lo scambio di saluti a Villa Opicina, il primo passo sarà la visita a Foiba di Basovizza dove, si stima, furono uccisi duemila civili e soldati italiani. Quindi Mattarella e Pahor depositeranno una corona, con bande dei suoi stati, alla pietra di Basovizza, che fu inaugurata nel settembre 1945 per ricordare quattro giovani antifascisti slavi che furono condannati dal Tribunale Speciale e fucilati nel 1930. Sarà quindi firmato il protocollo per il trasferimento della proprietà di Narodni Dom a una fondazione istituita da associazioni che rappresentano la minoranza di lingua slovena. Alla cerimonia parteciperanno anche i Ministri degli Esteri italiani Luigi Di Maio, Interni Luciana Lamorgese e Ministri degli Esteri sloveni, Anze Logar e “Slovena oltre confine e nel mondo” Helena Jaklitsch.

Il simbolo vivente della travagliata relazione tra i due popoli è l’autore sloveno, l’italiano naturalizzato, Boris Pahor, che, durante i suoi oltre cento anni di vita, ha subito persecuzioni fasciste, deportazione nei campi di concentramento nazisti e il divieto dello jugoslavo di Tito. Durante una cerimonia di prefettura, Boris Pahor ha ricevuto dal Capo dello Stato Mattarella l’onore dei cavalieri della Grande Croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e del Presidente Pahor l’onore sloveno dell’Ordine al merito eccezionale. Quando abbiamo organizzato la giornata, il Quirinale e la Prefettura hanno dovuto applicare le regole di protezione contro i covidi. Alla luce dei limiti della partecipazione pubblica, la visita sarà trasmessa in streaming grazie a un servizio organizzato da Rai. La giornata si concluderà con l’incontro, nella sede della regione, tra Mattarella e i rappresentanti delle associazioni espulse, i primi a pagare il conto per un paese di confine.




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