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Bonus INPS, Rizzone (M5S): «Non sono né un ladro né un famigerato. Come assistente ho restituito 40mila euro “



“Sono pronto a metterci la faccia e ad assumermi le mie responsabilità, ma devo anche avvertirti di chi ti getta fumo negli occhi”. Il deputato di M5 Marco Rizzone rompe il silenzio e interviene sulla questione del bonus di 600 euro richiesto dall’INPS, che lo vede tra i protagonisti. “Se avessi voluto dei soldi, non avrei ridotto più di 40.000 euro del mio stipendio da deputato al Parlamento”, spiega in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook. “Conviene – aggiunge il geniale deputato – puntare il dito contro qualcuno per nascondere i propri difetti. Ma è ancora più comodo, ma molto triste, cavalcare la rabbia della gente per cercare di ottenere un consenso, magari in vista del referendum sulla riduzione dei parlamentari o delle elezioni regionali.

“Un decreto ovviamente scritto male”

“Questo tiro al piccione mi detesta perché significa che non ho il minimo scrub nel far cadere una persona per lanciare fumo negli occhi dei cittadini”, ha aggiunto. Per il deputato che è stato deferito all’arbitro del movimento, l’intero errore è “un decreto chiaramente scritto male”. “Non accetto di essere ritratto come un disonesto, un famigerato o un ladro. Niente di illegale qui, niente di illegale “, conclude, lanciando una sfida ai suoi colleghi parlamentari e alla garanzia della privacy” che, sulla scia del populismo più volgare, ha chiesto di nominare i parlamentari che hanno ricevuto il bonus (lo ripeto legalmente). Perché non pubblichiamo, come già fanno in 17 Stati europei, i nomi di coloro che hanno effettivamente sottratto risorse allo Stato evitando le tasse? ».

14 agosto 2020 (modifica il 14 agosto 2020 | 21:52)

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