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Arcuri e test sierologici a scuola: cosa pensano professori e tutori?



Sarà il commissario per le emergenze Domenico Arcuri a gestire la consegna di gel, maschere e “tutti gli strumenti necessari, compresi i mobili per la scuola, utili a garantire l’inizio ordinato dell’anno scolastico 2020-2021”. Ciò è stabilito in una norma inclusa nel progetto di decreto di semplificazione, che dovrebbe essere confermato nel testo finale. Arcuri gestirà quindi anche la somministrazione di test sierologici al personale scolastico, raccomandati dal Comitato tecnico scientifico, anche se non ancora formalizzati: i Ministri dell’Istruzione e della Salute, Lucia Azzolina e Roberto Speranza, hanno accolto con favore la proposta. Reazioni positive anche da presidi e sindacati scolastici, ma Maddalena Gissi (CISL) afferma: “È complicato farli se manca il personale”

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Tiene in genere professori e collaboratori. “Una misura necessaria per cercare di garantire la massima sicurezza possibile nelle scuole”, commenta Antonella Vizzaccaro, 45 anni, insegnante di storia al liceo Meucci di Aprilia. “Lo abbiamo già fatto per il liceo, non posso dire se sia efficace dal punto di vista clinico o meno, ma lo trovo molto utile per aumentare la consapevolezza”, spiega Paola Conti, 58 anni, direttore amministrativo dell’Istituto Da Vinci a Firenze. “Abbiamo toccato il dramma con la mia mano, sono assolutamente innamorato”, afferma Ciro Indelicati, 61 anni, professore d’arte presso il vasto Istituto di Villongo, Bergamo. “D’accordis-simo, anche per sapere quanto è circolato il virus”, aggiunge Anna Cassibba, assistente scolastica del liceo Gargallo di Siracusa. Dal coro Emiddio D’Amora, 38 anni, assistente amministrativo presso l’Istituto Savoia di Reggio Emilia: “Temo sia solo un modo per convincerci ad andare a scuola tutti”.

7 luglio 2020 (modifica il 7 luglio 2020 | 23:53)

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